Il Faber Test, noto anche come test di Patrick, è una manovra provocativa ampiamente utilizzata nella valutazione dell’anca e dell’articolazione sacro-iliaca. L’acronimo descrive la sequenza di movimenti richiesti: Flessione, ABduzione ed Extra-Rotazione dell’anca. È un test rapido, riproducibile e privo di strumentazione, molto usato in ambito ortopedico e fisioterapico come primo filtro quando il paziente riferisce dolore inguinale, all’anca, alla regione glutea o lombo-pelvica. Come per tutti i test provocativi, però, il suo valore va inquadrato correttamente: è uno strumento di orientamento, utile per formulare ipotesi, non per emettere una diagnosi definitiva.

Cos’è e a cosa serve
Il Faber Test serve a evocare il dolore mettendo sotto stress selettivamente l’articolazione dell’anca e la sacro-iliaca. Portando l’arto nella posizione combinata di flessione, abduzione ed extrarotazione si sollecitano contemporaneamente la capsula articolare coxo-femorale, le strutture legamentose e, tramite la trasmissione del carico al bacino, l’articolazione sacro-iliaca. Viene impiegato per:
- orientare la ricerca dell’origine di un dolore inguinale, all’anca o lombo-pelvico;
- distinguere, in prima battuta, un problema di provenienza articolare dell’anca da uno della sacro-iliaca;
- decidere se è necessario un approfondimento medico e strumentale (radiografia, risonanza magnetica).
Esecuzione step-by-step
- Il paziente è in decubito supino sul lettino.
- Si porta il piede dell’arto da esaminare a incrociare il ginocchio controlaterale, così che la gamba assuma la caratteristica posizione “a 4” (o “a quattro”).
- L’anca risulta così posizionata in flessione, abduzione ed extrarotazione.
- L’operatore stabilizza con una mano la spina iliaca antero-superiore controlaterale, per evitare compensi del bacino.
- Con l’altra mano esercita una leggera pressione verso il basso sul ginocchio dell’arto esaminato, aumentando gradualmente lo stress articolare.
- Si registra la comparsa e la localizzazione dell’eventuale dolore, confrontando i due lati.
Interpretazione
Il test è considerato positivo quando la manovra riproduce il dolore del paziente. La sede del dolore è l’elemento chiave per interpretare il risultato:
- dolore posteriore, a livello dell’articolazione sacro-iliaca, orienta verso una problematica sacro-iliaca (muscolare, capsulo-legamentosa o ossea);
- dolore anteriore o inguinale orienta invece verso una sofferenza dell’articolazione dell’anca;
- dolore alla sinfisi pubica può indicare un coinvolgimento del comparto pubico.
La positività, in ogni caso, non identifica un preciso tessuto responsabile: segnala la necessità di un approfondimento clinico e, quando indicato, strumentale.
FABER vs FADIR
Il Faber Test viene spesso affiancato al FADIR Test, il cui acronimo indica Flessione, ADduzione e Intra-Rotazione. Se il FABER porta l’anca “in apertura”, il FADIR la porta nella direzione opposta, in chiusura, ed è utilizzato soprattutto per indagare l’impingement femoro-acetabolare (conflitto tra femore e acetabolo) e alcune lesioni del labbro acetabolare. In pratica:
- il FABER stressa preferenzialmente la sacro-iliaca e la porzione anteriore dell’anca in extrarotazione;
- il FADIR provoca il conflitto anteriore dell’anca ed è più sensibile per l’impingement.
L’uso combinato dei due test aumenta la capacità di orientamento, ma nessuno dei due, da solo, è dirimente.
Limiti e integrazione clinica
È fondamentale conoscere i limiti metodologici del Faber Test. Si tratta di un test provocativo ortopedico con caratteristiche di accuratezza variabili: tende ad avere una sensibilità discreta ma una specificità limitata, soprattutto quando usato isolatamente, perché numerose strutture possono generare dolore nella stessa manovra. Per questo:
- il risultato va sempre contestualizzato con anamnesi, altri test e valutazione del movimento;
- per aumentare l’affidabilità si utilizzano cluster di test (batterie di più manovre) piuttosto che il singolo test;
- una positività non equivale a una diagnosi e non sostituisce l’imaging quando è clinicamente indicato.
In sintesi, il Faber/Patrick è un test di orientamento, prezioso per generare ipotesi e guidare il ragionamento clinico, ma da non sovrastimare. Il suo impiego più corretto è come tassello di una valutazione strutturata, in cui il singolo segno acquista significato solo se coerente con l’intero quadro del paziente.
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